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Serve il cortisone in aerosol per la tosse e il raffredore?

 

L’uso dei cortisonici inalatori quali Clenil, Prontinal (beclometasone)  Aircort, Pulmaxan (budesonide)  Flunitop (flunisolide) Fluspiral, Flixotide (fluticasone) non è giustificato al di fuori di due precise malattie: asma persistente e laringite. Nella realtà questi farmaci vengono utilizzati quasi ogni volta che un bambino presenta raffreddore o tosse, nonostante numerosi studi ne abbiano dimostrato l’assoluta inutilità.

Secondo alcuni studi i cortisonici inalatori quali la budesonide, dati per diverse settimane consecutivamente, sono efficaci nel ridurre il numero di episodi di bronchite asmatica, nei (pochi) bambini nei quali gli episodi asmatici sono molto frequenti o molto severi (cioè più di 4 all’anno o con sintomi importanti che richiedono la visita al pronto soccorso o il ricovero in ospedale). In uno studio più recente, nel quale si è somministrato la budesonide solo alla comparsa del fischio e non preventivamente, nei pochi bambini con elevata ricorrenza di episodi asmatici di particolare gravità, si è potuto verificare che anche questo trattamento “al bisogno”, di durata non superiore a 1 settimana, è altrettanto efficace di quello preventivo (somministrato cioè alla comparsa del solo raffreddore, e protratto per molte settimane se non mesi). E l’efficacia era equivalente nell’incidenza di asma grave, nel numero di giorni liberi da fischio, nel numero di somministrazioni di broncodilatatore (salbutamolo) nel numero di assenze da scuola e nella qualità della vita misurata con questionario ai genitori.

In un altro studio recente, nel quale si è confrontata l’efficacia del beclometasone con il placebo nel ridurre la frequenza di episodi di bronchite asmatica, non si sono evidenziate differenze significative fra i 2 gruppi confrontati. E anche nel caso del beclometasone dato come sintomatico per le infezioni delle alte vie respiratorie (raffreddore, mal di gola, tracheite, ecc) non ci sono stati benefici rispetto al placebo, nel ridurre intensità e durata dei sintomi, e la percentuale di bambini che nei 2 gruppi confrontati non stava ancora bene dopo 10 giorni era la stessa.

A proposito infine di asma e tosse, le due cose non sono affatto “sinonimi”, essendo la tosse (nella stragrande maggioranza dei casi dovuta a infezione delle prime vie aeree) molto più frequente dell’asma (che interessa sempre i bronchi). La sola tosse, anche se notturna, raramente è un segno di asma, e per esserlo, deve prima o poi associarsi al fischio; e se di asma si tratta, anche la tosse risponderà rapidamente al trattamento con broncodilatatore (non al cortisone inalatorio, che va riservato, come già detto, a chi fa bronchiti asmatiche di frequente).

Bibliografia 

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Dr. Alberto Neri
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